Con “We Are Stories” la lotta alla pirateria prende un altro verso

Con “We Are Stories” la lotta alla pirateria prende un altro verso

C’è una nuova iniziativa per combattere la pirateria da un’altra angolazione, non solo attraverso la repressione ma anche attraverso il racconto della passione per il cinema. La Federazione Italiana Antipirateria (FAPAV) ha promosso in collaborazione con ANEC, ANICA, MPA e Univideo la campagna We Are Stories, ovvero sette spot diretti da Nicola Conversa, già candidato al David per il miglior cortometraggio nel 2018, centrati sulle storie di ragazzi e ragazze, studenti con il sogno del cinema e dell’audiovisivo in generale, che l’hanno coltivata proprio nel periodo più duro, quello del lockdown.

La campagna segue quella, già di grande successo, intitolata “Io Faccio Film”, che era più concentrata su cosa accade sul set, nella post produzione e in generale dietro un film, ora invece si vanno a raccontare le storie di chi sogna di entrare nell’industria, chi è spettatore e vuole diventare parte di chi i film li fa. Ci sarà quindi una campagna di pubblicità sui social e ovviamente poi gli importanti spot che saranno anche mandati in sala grazie all’ANEC.

L’obiettivo, oltre a raccontare e prolungare la passione per il cinema, è quello di prendere la lotta alla pirateria per un altro verso, per essere ancora più efficaci di quanto non si sia già, spiegando e mostrando il lavoro e le aspirazioni che esistono dietro alla produzione di un’opera audiovisiva, mostrando la passione che c‘è e come questa debba lottare per esistere ed emergere. Avere dei ragazzi come protagonisti poi sembra appropriato visto che la pirateria interessa già gli under 15. Il 39% delle persone tra i 10 e i 14 compie atti di pirateria, un po’ più del 37% dei più adulti e inspiegabilmente solo il 32% ha la percezione che piratare è un comportamento grave e da condannare. Questo nonostante la pirateria metta indubitabilmente a rischio quasi 6.000 posti di lavoro e causi danni per 1 miliardo di euro ogni anno, cifra molto precisa calcolata con perizia dalla Fapav stessa, che raccoglie e presenta ogni anno questi dati.

A tal proposito Federico Bagnoli Rossi, Segretario Generale FAPAV, ha commentato: “La necessità di realizzare, proprio in questo momento storico, una campagna di comunicazione a tutela del comparto audiovisivo deriva dalla considerazione che una solida ripresa del settore dopo la pandemia sia possibile solo ponendo al centro la legalità e garantendo un corretto sfruttamento delle opere. La nuova campagna di comunicazione nasce con l’intento di proteggere il futuro del settore sostenendo i sogni dei professionisti di domani attraverso la tutela della visione legale dei contenuti audiovisivi. Allo stesso tempo l’intento è quello di promuovere il valore dell’industria audiovisiva e la necessità di tutelarla. Salvaguardare e sostenere l’audiovisivo e chi vi lavora significa anche sostenere i sogni delle giovani generazioni e garantire loro un futuro”.

Le istituzioni tutte sono subito salite sul carro della campagna, che ha ricevuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell’AGCOM, dell’Agenzia Nazionale per i Giovani e ha ottenuto il riconoscimento della Direzione Generale Biblioteche e Diritto d’Autore e della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura. Numerose inoltre le collaborazioni messe in campo tra cui: Cinecittà, Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello, Alice nella Città e Luiss Business School.


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